Aspiranti giudici ma un po’ somari, errori di grammatica e verbi sbagliati nelle prove scritte
January 7, 2008 – 12:31 amErrori di grammatica e verbi sbagliati nelle prove scritte al concorso
Oltre 4mila hanno consegnato ma solo 342 candidati sono stati ammessi agli orali
Aspiranti giudici ma un po’ somari
Oltre il 90% bocciati agli scritti
Un paradosso visto il record di domande di partecipazione (43mila)
In servizio 322 nuovi magistrati, 58 in meno dei posti da coprire
ROMA - Verbi sbagliati, errori di grammatica e di ortografia. Un disastro per gli esaminatori che sono inorriditi di fronte a lacune da scuola dell’obbligo e incapacità di coniugare i verbi secondo regole elementari, e hanno respinto oltre il 90 per cento dei candidati aspiranti giudici. Al punto che, nonostante il numero da record dei partecipanti al concorso per l’accesso in magistratura (43mila domande), alla fine sono rimasti scoperti una sessantina dei 380 posti da assegnare.
“Non faccio esempi per ragioni di riservatezza” prosegue Frasca, “posso dire solo che se il mio maestro delle elementari avesse visto in un mio compito verbi coniugati come in certe prove che ci sono state consegnate, mi avrebbe dato una bacchettata sulle dita”. Tuttavia il giudice Frasca non vede tutto nero: “Abbiamo trovato anche candidati con livelli di preparazione eccellenti” assicura, “punte esaltanti che inducono all’ottimismo”.
Una situazione che ha preoccupato la categoria e ha gettato ombre sulla formazione scolastica, universitaria e non solo, visto che la maggior parte dei candidati non era costituita da semplici neo-laureati, ma da avvocati, giudici onorari, funzionari della pubblica amministrazione, titolari di dottorati di ricerca e di specializzazioni giuridiche.
Questi i drammatici risultati registrati all’ultimo concorso che si è concluso con l’immissione in servizio di 322 nuove toghe, 58 in meno dei posti da coprire. Un risultato a dir poco inaspettato tenuto conto del vero e proprio boom di domande di partecipazione che c’era stato, senza precedenti nella storia della magistratura. Dell’esercito dei 43mila, ne sono stati ammessi alle prove scritte 18mila. Oltre 6mila candidati si sono effettivamente presentati e poco più di 4mila hanno consegnato tutte e due le prove scritte, il doppio dei precedenti concorsi.
Ma nonostante il dato così elevato, gli ammessi agli orali sono stati appena 342, pari all’8,53%. E una ventina di loro alla fine non è riuscita a tagliare il traguardo finale: i vincitori, proclamati dalla Commissione di esami, sono infatti stati 319 e altri 3 - che pur non avendo riportato alcuna insufficienza, non avevano raggiunto la votazione minima prevista - sono stati dichiarati tali con un provvedimento del ministro della Giustizia Mastella.
Dati preoccupanti che hanno indotto uno dei componenti della commissione d’esame, il giudice della Corte d’appello di Palermo Matteo Frasca, a esprimere “non poche perplessità sul livello medio di preparazione dei partecipanti”, in un intervento pubblicato sul sito del Movimento per la Giustizia. E le lacune riscontrate non sono solo giuridiche : “La conoscenza della lingua italiana è una pre-condizione per partecipare al concorso, ma alcuni candidati non ce l’avevano” racconta il magistrato. “Ci siamo trovati a fare la disarmante constatazione che in alcune prove c’erano errori di grammatica e di ortografia, oltre che di forma espositiva, testimonianze evidenti di una mancanza formativa, che non è emendabile”.
8 Responses to “Aspiranti giudici ma un po’ somari, errori di grammatica e verbi sbagliati nelle prove scritte”
Certo che il mondo sta proprio cambiando, eh? Ho sempre visto gli avvocati come gli esseri più precisi, sai, quelli che mettono i puntini sulle I… i pignoli che esaminano ogni singola clausola di un contratto, nei minimi dettagli per cercare appigli. Proprio loro non riescono a scrivere decentemente? Mi lascia molto perplessa la cosa. Allora non sono solo gli studenti ad avere problemi… non è solo la scuola del 21esimo secolo ad essere scarsa.
By Klo on Jan 8, 2008
E questi non erano semplici avvocati, ma avvocati aspiranti giudice… Me le vedo le cause stile Vito Catozzo, “porco il mondo che c’ho sotto i piedi!”
By markino on Jan 9, 2008
lol
By Klo on Jan 9, 2008
Scusate, ma abbiamo avuto Di Pietro come pubblico ministero ed ora come ministro …. con certi esempi è naturale che chiunque possa aspirare a tale posizione. A proposito , come ha fatto Di Pietro a diventare pubblico ministero ?
By Walter on Jan 9, 2008
Walter: ottimo punto! Effettivamente…
By markino on Jan 9, 2008
Di che ci si stupisce, ormai la scuola è in grado solo di sfornare una massa di ignoranti, buoni per farne carne da cannone o precari a vita con lavoretti da niente. Mio nipote ha sedici anni e studia(????) in quella che passa per una buona scuola pubblica ed ignora le cose più elementari. Una volta gli feci delle domande semplici tipo le tabelline (quanto fa 7×9?), a che temperatura evapora l’acqua, la capitale degli Stati Uniti(risposta New York), l’area del quadrato e qualche altra cosarella semplice semplice che sapevo dalle elementari, nulla. E non è dei peggiori in classe!
By michele on Jan 9, 2008
Quando io aevo sedici anni, a scuola mi facevano trottare. Non sono mai stato uno con troppa voglia di studiare, ma gli insegnanti te la facevano comunque venire, chi insegnando cose curiose, in modo interessante, da catturare la tua attenzione, chi magari con la minaccia del brutto voto e della bocciatura. Certo e’ che i sedici anni degli “anta” attuali e i sedicenni di oggi non si possono neppure comparare. Pero’ noi andavamo in giro col jeans e il maglione qualunque, loro invece sono tutti firmati. Eh beh…
By markino on Jan 9, 2008
Il problema nasce dal fatto che si studia (???) ma non si legge più. Per carità, tutti aspiranti scrittori visto il proliferare dei blog, ma la grammatica quanti la conoscono? L’ortografia, poi, con l’avvento del T9 e delle storpiature da SMS sembra sempre più un optional. Sarà che sono una fondamentalista dell’italiano, non nel senso che voglia imporlo al mondo, ma almeno che non sia maltrattato dagli italiani. Inoltre, va anche detto che chi bazzica avvocati e legali in genere si trova di fronte a persone che parlano una lingua a sé stante, quasi al livello del politichese, dove le “licenze poetiche” sono all’ordine del giorno. Leggete un testo scritto da un avvocato: è fatto per non essere capito!!!
By Donatella on Jan 18, 2008