Cassonetti su Al Jazeera. L’Italia in mondovisione è roba da terzo mondo

January 7, 2008 – 4:04 pm

Cassonetti su Al Jazeera. L’Italia in mondovisione è roba da terzo mondo

L’emergenza rifiuti a Napoli finisce sulle televisioni di tutto il pianeta

Eravamo campioni di tv spazzatura, adesso solo di spazzatura. Un bel biglietto da visita! Le immagini dell’Italia che i telegiornali di tutto il mondo stanno mandando in onda riguardano la rivolta contro la riapertura della discarica di Pianura. Si vedono roghi, montagne di immondizia per le strade di Napoli, cariche di polizia e sassaiole, ambulanze, un autobus in fuoco. Persino Al Jazeera, versione inglese, ci ha trattato come meritiamo.

Il bello (il brutto) è che le immagini di Napoli erano accostate, per uno strano destino, a disastri naturali, a inondazioni, ai grandi slum di Nairobi, le baraccopoli sorte sulle montagne di rifiuti. Dobbiamo rassegnarci: nella rappresentazione giornalistica internazionale rischiamo di apparire come un Paese del «terzo mondo», ammesso che questa definizione abbia ancora senso, un Paese che si fa sommergere e opprimere dai rifiuti, un Paese che un tempo dettava stili di vita e che ora naviga nell’immondizia.
Al Jazeera è la tv satellitare pan-araba che trasmette 24 ore su 24, come la Cnn. La sua sede è a Doha, capitale del piccolo emirato del Qatar; qualche anno fa è diventata all’improvviso famosa per aver trasmesso l’appello di Osama Bin Laden alla «guerra santa» contro gli Usa. Adesso possiede una rete in inglese: significa che è importante non solo per i Paesi arabi. E noi su Al Jazeera, come su altre all news, ci siamo finiti per la nostra incapacità di risolvere un problema vitale come quello del pattume: «Naples residents riot over rubbish», è rivolta a Napoli per i rifiuti. Sul sito di Al Jazeera, in coda alla descrizione della guerriglia, sono riportate sia le preoccupazioni del presidente Giorgio Napolitano che quelle di Romano Prodi: «Everybody’s watching us, and I don’t want Italy to give off this negative image». È proprio così: tutti ci vedono, persino nei Paesi arabi, e l’immagine che l’Italia offre di sé è negativa. Ed è la cosa più triste, infelice, dannosa che potessimo fare: fornire lo qualche spettacolo avvilente di un Paese che non è più in grado di smaltire i suoi rifiuti. A corredo della notizia, Al Jazeera propone la connessione con due vecchie vicende riguardanti mafia e camorra. Bingo! In questi anni, qualche bello spirito ha pensato che tutti i problemi potessero essere risolti in termini d’immagine, di apparenza, di moda.

Sottovalutando un po’ il reale. Che ogni tanto scuote il corpaccione e si prende le sue rivincite. Così, all’immagine che vorremmo dare di noi, si sostituisce l’immagine che gli altri hanno di noi.
Tempo fa, descrivendo Rai International sottolineavo l’aria di provincia e di mestizia che spira da quel canale. Rai International è l’immagine della Rai all’estero ma soprattutto è l’immagine globale del nostro Paese perché è l’unico canale di cui disponiamo nel mondo. Non siamo nemmeno in grado di sottotitolare in inglese il Tg1. Temo però che la situazione sia ancora più grave: la modestia della nostra tv riproduce bene l’emergenza attuale del nostro Paese. L’emergenza spazzatura, appunto.

Aldo Grasso, Corriere della Sera, 7 gennaio 2008
  1. 11 Responses to “Cassonetti su Al Jazeera. L’Italia in mondovisione è roba da terzo mondo”

  2. Io, fossi al posto di chi ha il dovere di risolvere tali problematiche, mi vergognerei un sacco.
    Come hanno fatto a far passare l’Italia dal paese delle grandi marche conosciute a livello mondiale, dai sapori unici e dalla meta di tanti turisti al paese dei rifiuti immondi?

    Spero solo che noi si riesca ad andare via prima che arrivi qualche epidemia…

    By Klo on Jan 8, 2008

  3. “scappare via”, mia madre – 87 anni – invece vuole restare a Napoli.
    Perché dice che molti hanno usato la Campania per sversare i loro rifiuti, soprattutto quelli tossici.
    Adesso, però, sembra non ci vogliano aiutare prendendo le nostre ecoballe.
    Per di più ci insultano dicendo che noi campani siamo incivili.
    Il suo restare a Napoli vuole essere ‘na ‘mparata ‘e crianza (un insegnare a vivere) ai tanti che vivono di furbizie e piccole prepotenze.

    By Daniele on Jan 9, 2008

  4. Il problema dei rifiuti di Napoli è molto grave.
    Però anzichè puntare il dito o prendere le valigie ed andare via per non accettare tale problema, forse è il caso che la gente, e sopratutto i giovani cerchino di rimboccarsi le maniche per fare ordine in questo paese sempre decadente.
    Anch’io come molti milioni di italiani sono deluso di questi politici, ma vi ricordo che il potere appartiene al popolo quindi siamo noi decidiamo chi stare al governo e chi no.
    Se questi non vanno bene, è giusto mandarli via non credete? comunque mi auguro che il problema di Napoli venga risolto in maniera ottimale e rapida.
    Ciao EMa.

    By Emanuele on Jan 9, 2008

  5. Io ho visto servizi dettagliati sull’emergenza rifiuti a Napoli sia sui telegiornali che sui quotidiano turchi.
    La cosa qui in Turchia fa abbastanza scalpore perché normalmente i turchi si sentono giudicare inadatti ad entrare in europa per questioni di sviluppo socio/politico/economico…
    E’ normale che la gente si chieda perché loro no e gli italiani invece si che hanno le strade piene di immondizia ;-)

    By Michele on Jan 9, 2008

  6. Daniele: una stretta di mano a tua madre. Ne avra’ sicuramente viste tante, e non sara’ certo questo “nuovo” problema a spaventarla… Bello il suo atteggiamento.

    Emanuele: il mondo politico italiano e’ ormai oltre ogni limite di decenza, e questo lo sappiamo. Sono d’accordissimo con te sul mandarli via, ma vedo immediatamente due grossi problemi: Primo: Come li mandiamo via? Hanno messo quintali di Bostik sulle loro sedie, e il culo non pare staccarsi neppure usando un martello pneumatico. Cosa si puo’ fare per mandarli via? Convincerli con le buone? Guerra civile? Colpo di stato? Secondo: una volta che se ne sono andati, chi ci mettiamo? Hai presente la generazione successiva a quella degli attuali parlamentari? Pensa ai vari 35/40enni che vedi in giro per strada, e dimmi quanti se ne salvano. Per trovare quelli “sani” serve il proverbiale lumicino. E poi, chi ci assicura che non rifarebbero le stesse identiche cose? Se hai una soluzione, falla sapere a tutti, i oci ho pensato e ripensato, ma non la trovo. Sarei il primo a volerli vedere tutti via.

    Michele: qualsiasi scusa troviamo da raccontare agli amici turchi, sara’ sempre una scusa… Che gli possiamo dire di diverso da “Eh beh, effettivamente…”?

    Ciao a tutti.

    By markino on Jan 9, 2008

  7. Caro Markino, sono generalmente d’accordo con le tue opinioni e con il tuo stato d’animo, del resto come non esserlo vista la reale situazione del nostro (ex) Bel Paese.
    Io ho 33 anni e già nel 1995 ho iniziato ad andare negli USA (proprio nella tua bella Los Angeles) dove ho parenti e potevo trasferirmi.
    Non te le racconto lunga, ma ci ho provato l’ultima volta nel 1999 con l’altra costa (New York per intenderci) e oggi posso dire la mia:
    1) Gli USA non sono meno pieno di spazzatura rispetto all’Italia….è solo immondizia diversa e meno visibile (poi ne parleremo dopo un annetto che avrai vissuto lì).
    2) Non vedo cosa ci aspetta di peggio ancora in Italia per cui secondo me ti sei già sorbito il peggio. E’ vero che non c’è una classe politica di rinnovo e che in giro ci sono tanti (diciamocelo) cazzoni (vedi articolo: http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/esteri/maschio-italiano/maschio-italiano/maschio-italiano.html)
    ma tu sei uno di quelli o ce le avresti le p… di prendere la situazione in mano?
    Lo so che sembra impossibile, ma la tecnologia aiuta a connettere i buoni ed a scremare i cazzoni…..e di buoni ed incazzati come me e te ce ne sono molti in Italia.
    3) Gli USA hanno iniziato ufficialmente una fase di recessione economica: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/news_collection/awnplus_ticker/2008-01-08_108158153.html
    non è che dopo esserti sorbito 15 anni di recessione economica in Italia te ne vai a sorbirne una nuova lì??
    4) In qualunque paese andrai a vivere considerati sempre un Italiano e sii fiero di esserlo (è proprio quello che ci manca per risollevarci).

    Con rispetto,
    un napoletano ed italiano
    (orgoglioso di essere entrambi)

    By Piero on Jan 9, 2008

  8. Non ho trovato una mail del proprietario di questo blog e quindi scrivo qua. Benchè sia condivisibile l’idea che l’Italia sia allo sbando e vi siano migliaia di motivi per scappare, non credo che la destinazione migliore al mondo sia la California, ovvero gli Stati Uniti. Se scavassimo un pò (ma basta poco, è sufficiente togliere la patina del “sogno americano”) scopriremmo nefandezze a stelle e strisce che fanno impallidire le piccole schifezze nostrane. Ad esempio il sistema sanitario statunitense. La guerra del petrolio. La lotteria green card. L’inganno globale dell’11 Settembre. Eccetera Eccetera Eccetera.

    Nei prossimi anni vivere negli Stati Uniti diventerà impossibile. Recessione economica, crisi di potere dovuta all’emergere di altre economie…un vero disastro.

    Visto che sono appena stato in Australia, consiglio due posti in cui fuggire: Manly, vicinissima a Sydney;
    William Bay, a due passi da Albany.

    Nel frattempo, ti saluto dalla mia Zena.

    By Massimiliano Scorza on Jan 9, 2008

  9. @Piero: ma guarda che mio marito non nega di essere italiano e non credo lo farà mai. Uno stato che va male non è una ragione sufficiente per vergognarsi di venire da lì. (Io sono albanese e per quanto il mio paese ne abbia di strada da fare sono sempre fiera delle mie radici).
    Per quanto riguarda gli USA. Beh, nessun paese è perfetto, il luogo perfetto non esiste, esistono solo posti uno si trova meglio o peggio.
    Markino ha già vissuto in California (San Francisco e non Los Angeles) per quasi 3 anni… rientrato poi per motivi personali. E qui ritorniamo al discorso di prima, ci sono posti dove uno sta meglio e facendo un confronto si è arrivati alla conclusione che in questo momento lui starebbe meglio in California che non in Italia.

    By Klo on Jan 9, 2008

  10. Non è un rischio ma e’ una certezza da circa 30 anni. All’estero siamo considerati alla stessa stregua del terzo mondo. Unica differenza che il terzo mondo lo puoi aiutare a migliorare ma a noi chi ci puo aiutare la fao? Nei miei viaggi all’estero anche molto prima dei fatti di napoli ho sempre percepito un mal celato disprezzo per l’italia e gli italiani.

    http://www.loziorso.com

    By Lo Ziorso™ on Jan 9, 2008

  11. Piero: Bisogna sempre essere orgogliosi e sempre cercare di fare qualcosa per il proprio paese, anche se sembra piccolo, minuscolo, insulso. Da tante cose piccole ne esce una grande, sempre.

    Massimiliano: Giusto quello che dici: gli Stati Uniti hanno tante cose da sistemare e sicuramente non sono il paese perfetto, anzi, c’e’ davvero tanto da fare ancora. Pero’, e’ un paese civile, dove la gente ti ascolta e da per scontato che tu dica la verita’, in Italia succede esattamente l’opposto. Se sgarri, la paghi, non ci sono scappatoie. Se sei un delinquente, vai in galera. Se non lavori, vieni licenziato. Se lavori bene ti pagano bene, senza che tu lo chieda. Io mi sono sempre occupato di IT, lavoro per un azienda americana, non e’ la mia prima esperienza negli States (e quindi gia’ so come funziona e cosa trovarci, e anche cosa non trovero’…) ed e’ quindi “normale” che il mio lavoro mi porti in Silicon Valley. Avessi deciso di andarmene tanto per andarmene, probabilmente avrei perso del tempo a scegliere dove andare. Nessuno ha detto che e’ la migliore destinazione al mondo, di questo ne siamo coscenti tutti credo, io per primo.

    By markino on Jan 9, 2008

  12. Per Michele, hai ragione, anch’io non vedo nessuna generazione che possa prendere in mano questo paese.
    Però uno, che almeno tra i tanti è più pulito questo è Antonio Di Pietro o no?
    Mandarli via? certo con le buone, ad aprile si voterà un occassione importante per noi italiani, o votiamo bene oppure continueremo ad avere ciò.
    Per me o si vota Di Pietro, oppure meglio fare scheda nulla.
    Quindi caro Michele, che dici? facciamo questo cambiamento?
    Quanto ad essere italiano, anch’io ne vado fiero e sono orgoglioso di portare in giro per il mondo il tricolore italiano.
    Ciao a tutti.

    By Emanuele on Feb 10, 2008

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