Muore nel parcheggio dell’ospedale in attesa dell’ambulanza
August 24, 2008 – 9:09 pmEra andato a visitare la figlia che aveva partorito e all’uscita è stato colto da un malore
Un uomo di 64 anni deceduto per arresto cardiaco al secondo Policlinico: non c’è la struttura addetta al primo intervento
ROMA - Era andato a visitare la figlia che aveva partorito da poco e all’uscita è stato colto da un malore. I soccorsi sono arrivati ma non in tempo per salvarlo. È successo domenica mattina al secondo Policlinico di Napoli ad un uomo di 64 anni deceduto per arresto cardiaco, a pochi passi dal reparto di Ostetricia – dove era andato in visita dalla figlia, che ha recentemente partorito. L’uomo aveva appena parcheggiato l’auto, quando si è sentito male. Qualcuno ha allertato il 118 che ha inviato sul posto un’ambulanza, poiché il Policlinico – hanno spiegato i sanitari del pronto soccorso – non ha una struttura addetta al primo intervento.
IL 118 - L’ambulanza più vicina è arrivata rapidamente, ma priva di medico a bordo. Una seconda ambulanza, che poteva portare invece sul posto un medico – impiegando più tempo, perché di rientro da un altro servizio – è stata revocata poco dopo la segnalazione, poiché l’uomo nel frattempo era già deceduto. La vicenda viene ricostruita dalla direzione sanitaria del secondo Policlinico: «A quanto mi risulta, il 64enne è morto in auto: chi lo ha soccorso lo ha estratto dal veicolo quando era già deceduto per un infarto – dice Luigi Quagliata – Non so chi abbia chiamato il 118». Inoltre, aggiunge, «ogni edificio è provvisto di defibrillatore. Sul caso è intervenuto immediatamente il medico di guardia di Ginecologia e Ostetricia, il dottore Pagnano, che ha constatato il decesso. Al Policlinico esiste poi l’Utic di Cardiologia: se ci fosse stato il tempo il paziente sarebbe stato immediatamente soccorso lì».
IL DIRETTORE SANITARIO – Il direttore sanitario aggiunge che il Policlinico è dotato di almeno sette ambulanze: «Il 118 può anche intervenire – ha concluso – ma in seconda battuta, per trasportare, solo in caso di necessità, il paziente in una diversa struttura». Di solito il servizio 118 con relative ambulanze è ospitato all’interno di grandi ospedali, dice Mario Costa, presidente dell’associazione nazionale che riunisce i sistemi 118 regionali. «La regola generale è che si preferisce un intervento tempestivo e condotto da personale specializzato e attrezzato che fa capo al dipartimento di emergenza territoriale piuttosto che un aiuto generico. Ma è l’analisi attenta della chiamata al centro operativo e poi all’arrivo di professionisti che avviene la valutazione esatta della situazione. L’invio dell’ambulanza con o senza medico a bordo dipende non solo dalla valutazione della richiesta ma anche della disponibilità dei mezzi che c’è al momento dell’intervento».