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	<title>Scappare Via &#187; Disorganizzazione</title>
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	<description>Tanti buoni motivi per scappare da questo paese malconcio</description>
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		<title>Le Poste nel caos: milioni di lettere ferme nei depositi, distribuzione in tilt</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 14:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Disorganizzazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Le Poste nel caos: milioni di lettere ferme nei depositi, distribuzione in tilt La situazione più grave a Milano: ferme 200 tonnellate di corrispondenza Tra le cause il progetto di riorganizzazione, gli scioperi e la mancanza di mezzi Centinaia di tonnellate di posta arretrata, giacenti. Lettere e cartoline in agonia da ormai due mesi. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Le Poste nel caos: milioni di lettere ferme nei depositi, distribuzione in tilt</h1>
<h3>La situazione più grave a Milano: ferme 200 tonnellate di corrispondenza<br />
Tra le cause il progetto di riorganizzazione, gli scioperi e la mancanza di mezzi</h3>
<p>Centinaia di tonnellate di posta arretrata, giacenti. Lettere e cartoline in agonia da ormai due mesi. Ma anche corrispondenza pregiata, raccomandate, atti giudiziari, cumuli di &#8220;prioritaria&#8221; ancora da spedire. Uffici postali e centri di smistamento ingolfati; molti addirittura al collasso. I benevoli dicono che le poste italiane hanno il fiato corto. I malevoli che stanno scoppiando. Sullo stato di salute, forse, la verità sta nel mezzo. Nei tempi difficili che, complici una serie di fattori &#8211; primo fra tutti, sostengono i sindacati, gli effetti della riorganizzazione del servizio di recapito avviata da Poste italiane &#8211; stanno rendendo la vita amara ai 43 mila portalettere distribuiti nel nostro Paese.</p>
<p>La crisi delle consegne si è acutizzata a novembre del 2007. E sta allungando le sue &#8220;criticità&#8221; in tutta Italia. Da Nord a Sud, in particolare tra dicembre e gennaio, i tempi di recapito si sono diluiti fino a diventare, in alcune zone, imbarazzanti. I disagi maggiori hanno colpito la Lombardia, soprattutto Milano e provincia con un tappo di 200 tonnellate di corrispondenza arretrata. Qui, quattro giorni fa, l&#8217;amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi, ha inviato una task force di ispettori per verificare cosa sta accadendo e perché. Ma Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia e Campania non se la passano tanto meglio.</p>
<p>&#8220;Sono disagi che hanno riguardato in particolare Milano &#8211; dice Sarmi &#8211; e li stiamo risolvendo. La nuova impostazione del servizio di recapito è basata su un progetto all&#8217;avanguardia che stiamo calando su tutto il territorio. In alcune zone si sono creati dei piccoli problemi, è vero, ma di qui a poco tutto rientrerà nella normalità&#8221;.</p>
<p>Mario Petitto, segretario generale della Cisl Poste, la vede un po&#8217; diversamente: &#8220;Il progetto di riorganizzazione ha rotto il vecchio sistema ma, purtroppo, non è ancora decollato. Chiederemo all&#8217;azienda di rivederlo, di aggiustare gli errori che porta con sé, altrimenti la posta non riesce più a recapitare in condizioni normali&#8221;. (Cisl intanto ha annunciato un altro mese di sciopero degli straordinari, dal 28 gennaio al 26 febbraio, che segue la protesta durata dal 13 dicembre al 12 gennaio).<br />
<!--inserto-->Centinaia di tonnellate di posta arretrata, giacenti. Lettere e cartoline in agonia da ormai due mesi. Ma anche corrispondenza pregiata, raccomandate, atti giudiziari, cumuli di &#8220;prioritaria&#8221; ancora da spedire. Uffici postali e centri di smistamento ingolfati; molti addirittura al collasso. I benevoli dicono che le poste italiane hanno il fiato corto. I malevoli che stanno scoppiando. Sullo stato di salute, forse, la verità sta nel mezzo. Nei tempi difficili che, complici una serie di fattori &#8211; primo fra tutti, sostengono i sindacati, gli effetti della riorganizzazione del servizio di recapito avviata da Poste italiane &#8211; stanno rendendo la vita amara ai 43 mila portalettere distribuiti nel nostro Paese.</p>
<p>La crisi delle consegne si è acutizzata a novembre del 2007. E sta allungando le sue &#8220;criticità&#8221; in tutta Italia. Da Nord a Sud, in particolare tra dicembre e gennaio, i tempi di recapito si sono diluiti fino a diventare, in alcune zone, imbarazzanti. I disagi maggiori hanno colpito la Lombardia, soprattutto Milano e provincia con un tappo di 200 tonnellate di corrispondenza arretrata. Qui, quattro giorni fa, l&#8217;amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi, ha inviato una task force di ispettori per verificare cosa sta accadendo e perché. Ma Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia e Campania non se la passano tanto meglio.</p>
<p>&#8220;Sono disagi che hanno riguardato in particolare Milano &#8211; dice Sarmi &#8211; e li stiamo risolvendo. La nuova impostazione del servizio di recapito è basata su un progetto all&#8217;avanguardia che stiamo calando su tutto il territorio. In alcune zone si sono creati dei piccoli problemi, è vero, ma di qui a poco tutto rientrerà nella normalità&#8221;.</p>
<p>Mario Petitto, segretario generale della Cisl Poste, la vede un po&#8217; diversamente: &#8220;Il progetto di riorganizzazione ha rotto il vecchio sistema ma, purtroppo, non è ancora decollato. Chiederemo all&#8217;azienda di rivederlo, di aggiustare gli errori che porta con sé, altrimenti la posta non riesce più a recapitare in condizioni normali&#8221;. (Cisl intanto ha annunciato un altro mese di sciopero degli straordinari, dal 28 gennaio al 26 febbraio, che segue la protesta durata dal 13 dicembre al 12 gennaio).</p>
<h6>La Repubblica, 22 gennaio 2008<!-- fine OCCHIELLO --></h6>
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		<title>Beffa Ecopass: Impossibile acquistare i tagliandi su Internet</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 16:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disorganizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pittoresco e surreale]]></category>
		<category><![CDATA[comune]]></category>
		<category><![CDATA[ecopass]]></category>
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		<category><![CDATA[surreale]]></category>

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		<description><![CDATA[Beffa Ecopass: Impossibile acquistare i tagliandi su Internet: il Comune si era dimenticato di attivare il conto corrente su cui versare i pagamenti Falsa partenza per acquistare Ecopass su Internet e con il numero verde di Atm. Mentre si chiude l&#8217;accordo con i commercianti: esenzioni solo per i mezzi che trasportano beni alimentari altamente deperibili. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Beffa Ecopass: Impossibile acquistare i tagliandi su Internet: il Comune si era dimenticato di attivare il conto corrente su cui versare i pagamenti</h2>
<p class="p">Falsa partenza per acquistare Ecopass su Internet e con il numero verde di Atm. Mentre si chiude l&#8217;accordo con i commercianti: esenzioni solo per i mezzi che trasportano beni alimentari altamente deperibili. Ieri era impossibile acquistare i tagliandi con la carta di credito. Tante le telefonate e le email di protesta. All&#8217;800.437.437, gli operatori si limitavano ad attivare i ticket cartacei, rimandando a una successiva telefonata l&#8217;acquisto online. Sul sito del Comune, ogni tentativo è andato vuoto. Non c&#8217;è stato niente da fare. E non per colpa della «rete» sotto pressione, ma perché <strong>qualcuno si è dimenticato di fornire il codice di attivazione del conto corrente del Comune,</strong> quello in cui devono andare a finire i proventi degli acquisti di Ecopass online. La «dimenticanza» è stata corretta in serata, e da oggi, assicurano i tecnici del Comune, sarà possibile utilizzare le carte di credito per acquistare i tagliandi.</p>
<p class="p">Altra giornata cruciale per Ecopass. Ieri sono stati scoperti i cartelli all&#8217;ingresso dei varchi, quelli che riportano orari e modalità del ticket. Sia il numero verde di Atm sia l&#8217;infoline del Comune sono state presi d&#8217;assalto: 2.654 telefonate all&#8217; 800.437.437 con l&#8217;attivazione di 600 abbonamenti scontati per i residenti, 3.500 chiamate allo 020202. In parecchie occasioni è stato difficile prendere la linea. <strong>Problemi anche con il sito del Comune per individuare la classe d&#8217;inquinamento dell&#8217;auto in base alla targa. Molti lettori segnalano che, inserendo più volte lo stesso numero, vengono fuori risultati diversi.</strong> Quindi, per evitare oltre alle brutte sorprese multe salate, meglio controllare sul libretto di circolazione dell&#8217;auto.</p>
<h6 class="p">Maurizio Giannattasio, ViviMilano, 28 dicembre 2007</h6>
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