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	<title>Scappare Via &#187; giudici</title>
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	<description>Tanti buoni motivi per scappare da questo paese malconcio</description>
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		<title>Malata per il tribunale, era in regata. Giudice punita col trasferimento</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 01:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Cecilia Carreri, magistrato a Vicenza, in permesso per sei mesi a causa di un forte mal di schiena, partecipava a gare estreme in barca a vela Malata per il tribunale, era in regata giudice punita col trasferimento Il Csm le ha tolto un anno di anzianità e l&#8217;ha spostata d&#8217;ufficio Ha detto che lo sport [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cecilia Carreri, magistrato a Vicenza, in permesso per sei mesi<br />
a causa di un forte mal di schiena, partecipava a gare estreme in barca a vela<!-- fine OCCHIELLO --></p>
<h1><!-- inizio TITOLO --><strong>Malata per il tribunale, era in regata<br />
giudice punita col trasferimento</strong><!-- fine TITOLO --></h1>
<h3><!-- inizio SOMMARIO -->Il Csm le ha tolto un anno di anzianità e l&#8217;ha spostata d&#8217;ufficio<br />
Ha detto che lo sport le era stato prescritto come cura</h3>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; In ufficio non poteva andare per un mal di schiena talmente forte da impedirle di stare addirittura seduta. In barca vela, però, riusciva a muoversi con disinvoltura tanto da partecipare a una difficile regata in preparazione di una transaoceanica. Cecilia Carreri, giudice per indagini preliminari in servizio a Vicenza, è stata &#8220;condannata&#8221; dalla sezione disciplinare del Csm a una sanzione tutto sommato lieve: la perdita di un anno di anzianità e il trasferimento ad altro ufficio.</p>
<p>La vicenda risale al 2005 ed è arrivata al Consiglio superiore della magistratura grazie a un rapporto del presidente della Corte d&#8217;appello competente che raccontava come la collega si fosse &#8220;assentata dall&#8217;ufficio a più riprese e per periodi molto lunghi per motivi di salute&#8221; ma che tutto ciò non le aveva impedito di &#8220;svolgere &#8216;attivita&#8217; fisica altamente impegnativa&#8221;. Quindi il Pg della Cassazione Mario Delli Priscoli aveva promosso il procedimento contestando alla donna di aver &#8220;gravemente mancato ai propri doveri&#8221;.</p>
<p>Nel 2005, la skipper con la toga aveva goduto prima di 45 giorni, poi di sei mesi di aspettativa per ragioni di salute, dal 26 febbraio al 26 agosto. Ma tra luglio e agosto di quell&#8217;anno aveva partecipato, a bordo di &#8220;Mare verticale&#8221; alla Rolex Fastnet race, una gara tra le imbarcazioni di altura che si disputa al largo delle coste della Gran Bretagna e che è preparatoria della transoceanica Transat Jacques Vabre. Una circostanza impossibile da negare, visto che della presenza del giudice-skipper dava conto il diario di bordo scaricato da un sito Internet, con tanto di foto e di un suo pensiero. Ma non era bastato. Dal 30 agosto al 28 ottobre il magistrato con la passione della vela aveva preso un ulteriore periodo di aspettativa per malattia, al termine del quale aveva partecipato in congedo ordinario alla transoceanica. La sua presenza a quest&#8217;ultima regata aveva avuto una &#8220;vasta eco&#8221; sulla stampa nazionale e locale e persino sul quotidiano francese &#8220;Liberation&#8221;. Delle sue avventure estreme, in mare, in montagna, anche in solitaria, esiste in rete abbondante documentazione. Cecilia Carreri ha anche <u>un bel sito</u> nelle quali le racconta e ne ha scritto almeno un libro intitolato, appunto, &#8220;Mare verticale&#8221;.<br />
<!--inserto--></p>
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<p><!--/inserto--><br />
Lei, però, raggiunta telefonicamente dall&#8217; Ansa, dice: &#8220;Non sono io. Non mi riconosco in quella notizia. Ma se se vuole parliamo di vela e di alpinismo. La regata transoceanica che ho fatto l&#8217; ho compiuta in un periodo di ferie accordato dal presidente del Tribunale. Il ritorno mediatico che c&#8217;è stato è stato solo un fatto positivo che ha dato onore e prestigio alla magistratura&#8221;.</p>
<p>Tutto ciò, però, aveva provocato &#8220;disagio&#8221; e &#8220;commenti critici&#8221; tra i colleghi e gli avvocati del suo distretto, quantomeno sorpresi dal fatto che il giudice-skipper avesse potuto partecipare a una &#8220;prova così fisicamente impegnativa&#8221; dopo 9 mesi di congedo per malattia.</p>
<p>Invano davanti al Csm, la Carreri si è difesa spiegando che attività sportive di una certa difficoltà e di livello elevato le erano state &#8220;caldamente prescritte&#8221; per la sua patologia e che in ogni caso le sue assenze non avevano determinato alcun disservizio. &#8220;Le fatiche sportive, sicuramente, non sono state oggetto di prescrizioni mediche&#8221; l&#8217;ha contraddetta il Csm, citando i suoi stessi certificati medici. Nessun dubbio, dunque, sulla sua colpevolezza: &#8220;Nel partecipare alle regate veliche nei periodi di aspettativa concessi per motivi di salute ha violato i doveri di correttezza&#8221;. Ma non solo: la grande eco data alla sua partecipazione alla regata &#8220;ha determinato indubbiamente un grave danno alla immagine del magistrato e alla credibilità dell&#8217;istituzione giudiziaria&#8221;.<br />
<!-- fine TESTO --></p>
<h6>La Repubblica, 13 gennaio 2008</h6>
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		<title>I giudici milanesi: «Siamo inutili»</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 00:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettera denuncia per l&#8217;apertura dell&#8217;anno giudiziario I giudici milanesi: «Siamo inutili» «Il 70% dei processi riguarda &#8220;fantasmi&#8221; o reati coperti da indulto» MILANO — «Noi giudici del dibattimento? Lavoratori socialmente inutili. Ci sentiamo come i lavoratori americani degli anni Trenta, quando la logica economica del New Deal creava occupazione solo per consentire di percepire lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Lettera denuncia per l&#8217;apertura dell&#8217;anno giudiziario</h3>
<h1>I giudici milanesi: «Siamo inutili»</h1>
<h2>«Il 70% dei processi riguarda &#8220;fantasmi&#8221; o reati coperti da indulto»</h2>
<p><strong>MILANO</strong> — «Noi giudici del dibattimento? Lavoratori socialmente inutili. Ci sentiamo come i lavoratori americani degli anni Trenta, quando la logica economica del New Deal creava occupazione solo per consentire di percepire lo stipendio da spendere per far ripartire l&#8217;economia depressa: oggi pm, avvocati e giudici percepiscono lo stipendio (tutti dallo Stato) per fornire una giustizia penale del tutto inutile». In vista dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario a fine mese, a levarsi dalle toghe di Milano non è più neanche una protesta, ma «uno stato d&#8217;animo: di inutilità». Descritto da una lettera attorno alla quale in questi giorni sta coagulandosi l&#8217;umore dei 70 giudici dell&#8217;ufficio del dibattimento. Ciascuno di loro, «nonostante le limitazioni alla trattazione delle udienze e le condizioni &#8220;preistoriche&#8221; in cui lavoriamo», nel 2007 ha «deciso 200 processi monocratici, quasi 14.000 processi». Solo che, rimarca la sconfortata riflessione maturata da giudici delle varie sezioni del Tribunale, «per un buon 30% di processi si tratta di assolvere o condannare delle impronte digitali: stranieri mai identificati, che anni fa fornirono alla polizia un nome, ma che sono rimasti &#8220;fantasmi&#8221;».</p>
<p><strong>Poi ci sono gli imputati «identificati ma irreperibili», ignari di giudizi in contumacia</strong> che peraltro la Corte Europea ritiene contrari al «giusto processo». Ma il senso di inutilità «si aggrava se si considera l&#8217;altro 40% di processi che, pur contro imputati identificati e avvisati, riguardano reati per i quali il destino è o la prescrizione o l&#8217;indulto in caso di condanna ». Capolinea anche di molti gravi reati di competenza invece collegiale, «che impegnano ogni giudice per 8/10 udienze al mese, circa 100 giorni l&#8217;anno, in media dalle 9 alle 17», per definire nel complesso «in un anno circa 750 processi, una media di 30 per ogni collegio ».</p>
<p><strong>Processi nei quali, dal maggio 2006 dell&#8217;indulto, «facce più rilassate accolgono una condanna ad una pena rilevante con buona indifferenza</strong>, perché tanto non porterà mai alla carcerazione. L&#8217;unico servizio che provoca condanne e carcere » è «la bolgia dantesca» del «turno delle direttissime: una trentina di arresti al giorno per reati bagatellari, commessi quasi solo da stranieri irregolari che determinano condanne tra i 3 e i 12 mesi», le uniche «tutte rigorosamente espiate». Sia chiaro, spiegano i giudici, «non vogliamo carcere per tutti, né siamo stati tutti contrari alle ragioni dell&#8217;indulto». Ma «un sistema repressivo che non reprime», esemplifica il giudice Ilio Manucci Pacini, «è una fabbrica che non produce, è un ufficio che non rende un servizio che gira a vuoto». Con «lo Stato che paga magistrati, amministrativi, strutture, interpreti, difensori d&#8217;ufficio, notifiche: tutto per sentenze il cui senso ci sfugge». Sottile, affiora qui anche una insofferenza per l&#8217;enfasi posta dal dibattito pubblico quasi solo sui processi sotto i riflettori: «Molti di noi non sono mai andati sui giornali e non ci tengono, non si tratta di desiderio di notorietà. Vorremmo invece che nel dibattito sulle sorti della giustizia si considerassero non solo i processi importanti, ma il funzionamento della macchina nel suo complesso, e le cause delle disfunzioni».</p>
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		<title>Aspiranti giudici ma un po&#8217; somari, errori di grammatica e verbi sbagliati nelle prove scritte</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 23:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Errori di grammatica e verbi sbagliati nelle prove scritte al concorso Oltre 4mila hanno consegnato ma solo 342 candidati sono stati ammessi agli orali Aspiranti giudici ma un po&#8217; somari Oltre il 90% bocciati agli scritti Un paradosso visto il record di domande di partecipazione (43mila) In servizio 322 nuovi magistrati, 58 in meno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Errori di grammatica e verbi sbagliati nelle prove scritte al concorso<br />
Oltre 4mila hanno consegnato ma solo 342 candidati sono stati ammessi agli orali<!-- fine OCCHIELLO --></p>
<h1><!-- inizio TITOLO --><strong>Aspiranti giudici ma un po&#8217; somari<br />
Oltre il 90% bocciati agli scritti</strong><!-- fine TITOLO --></h1>
<h3><!-- inizio SOMMARIO -->Un paradosso visto il record di domande di partecipazione (43mila)<br />
In servizio 322 nuovi magistrati, 58 in meno dei posti da coprire</h3>
<p>ROMA &#8211; Verbi sbagliati, errori di grammatica e di ortografia. Un disastro per gli esaminatori che sono inorriditi di fronte a lacune da scuola dell&#8217;obbligo e incapacità di coniugare i verbi secondo regole elementari, e hanno respinto oltre il 90 per cento dei candidati aspiranti giudici. Al punto che, nonostante il numero da record dei partecipanti al concorso per l&#8217;accesso in magistratura (43mila domande), alla fine sono rimasti scoperti una sessantina dei 380 posti da assegnare.<br />
&#8220;Non faccio esempi per ragioni di riservatezza&#8221; prosegue Frasca, &#8220;posso dire solo che se il mio maestro delle elementari avesse visto in un mio compito verbi coniugati come in certe prove che ci sono state consegnate, mi avrebbe dato una bacchettata sulle dita&#8221;. Tuttavia il giudice Frasca non vede tutto nero: &#8220;Abbiamo trovato anche candidati con livelli di preparazione eccellenti&#8221; assicura, &#8220;punte esaltanti che inducono all&#8217;ottimismo&#8221;.</p>
<p>Una situazione che ha preoccupato la categoria e ha gettato ombre sulla formazione scolastica, universitaria e non solo, visto che la maggior parte dei candidati non era costituita da semplici neo-laureati, ma da avvocati, giudici onorari, funzionari della pubblica amministrazione, titolari di dottorati di ricerca e di specializzazioni giuridiche.</p>
<p>Questi i drammatici risultati registrati all&#8217;ultimo concorso che si è concluso con l&#8217;immissione in servizio di 322 nuove toghe, 58 in meno dei posti da coprire. Un risultato a dir poco inaspettato tenuto conto del vero e proprio boom di domande di partecipazione che c&#8217;era stato, senza precedenti nella storia della magistratura. Dell&#8217;esercito dei 43mila, ne sono stati ammessi alle prove scritte 18mila. Oltre 6mila candidati si sono effettivamente presentati e poco più di 4mila hanno consegnato tutte e due le prove scritte, il doppio dei precedenti concorsi.</p>
<p>Ma nonostante il dato così elevato, gli ammessi agli orali sono stati appena 342, pari all&#8217;8,53%. E una ventina di loro alla fine non è riuscita a tagliare il traguardo finale: i vincitori, proclamati dalla Commissione di esami, sono infatti stati 319 e altri 3 &#8211; che pur non avendo riportato alcuna insufficienza, non avevano raggiunto la votazione minima prevista &#8211; sono stati dichiarati tali con un provvedimento del ministro della Giustizia Mastella.</p>
<p>Dati preoccupanti che hanno indotto uno dei componenti della commissione d&#8217;esame, il giudice della Corte d&#8217;appello di Palermo Matteo Frasca, a esprimere &#8220;non poche perplessità sul livello medio di preparazione dei partecipanti&#8221;, in un intervento pubblicato sul sito del Movimento per la Giustizia. E le lacune riscontrate non sono solo giuridiche : &#8220;La conoscenza della lingua italiana è una pre-condizione per partecipare al concorso, ma alcuni candidati non ce l&#8217;avevano&#8221; racconta il magistrato. &#8220;Ci siamo trovati a fare la disarmante constatazione che in alcune prove c&#8217;erano errori di grammatica e di ortografia, oltre che di forma espositiva, testimonianze evidenti di una mancanza formativa, che non è emendabile&#8221;.</p>
<h6>La Repubblica, 7 gennaio 2008<!-- fine SOMMARIO --></h6>
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