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	<title>Scappare Via &#187; ignoranza</title>
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	<description>Tanti buoni motivi per scappare da questo paese malconcio</description>
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		<title>Aspiranti giudici ma un po&#8217; somari, errori di grammatica e verbi sbagliati nelle prove scritte</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 23:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Errori di grammatica e verbi sbagliati nelle prove scritte al concorso Oltre 4mila hanno consegnato ma solo 342 candidati sono stati ammessi agli orali Aspiranti giudici ma un po&#8217; somari Oltre il 90% bocciati agli scritti Un paradosso visto il record di domande di partecipazione (43mila) In servizio 322 nuovi magistrati, 58 in meno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Errori di grammatica e verbi sbagliati nelle prove scritte al concorso<br />
Oltre 4mila hanno consegnato ma solo 342 candidati sono stati ammessi agli orali<!-- fine OCCHIELLO --></p>
<h1><!-- inizio TITOLO --><strong>Aspiranti giudici ma un po&#8217; somari<br />
Oltre il 90% bocciati agli scritti</strong><!-- fine TITOLO --></h1>
<h3><!-- inizio SOMMARIO -->Un paradosso visto il record di domande di partecipazione (43mila)<br />
In servizio 322 nuovi magistrati, 58 in meno dei posti da coprire</h3>
<p>ROMA &#8211; Verbi sbagliati, errori di grammatica e di ortografia. Un disastro per gli esaminatori che sono inorriditi di fronte a lacune da scuola dell&#8217;obbligo e incapacità di coniugare i verbi secondo regole elementari, e hanno respinto oltre il 90 per cento dei candidati aspiranti giudici. Al punto che, nonostante il numero da record dei partecipanti al concorso per l&#8217;accesso in magistratura (43mila domande), alla fine sono rimasti scoperti una sessantina dei 380 posti da assegnare.<br />
&#8220;Non faccio esempi per ragioni di riservatezza&#8221; prosegue Frasca, &#8220;posso dire solo che se il mio maestro delle elementari avesse visto in un mio compito verbi coniugati come in certe prove che ci sono state consegnate, mi avrebbe dato una bacchettata sulle dita&#8221;. Tuttavia il giudice Frasca non vede tutto nero: &#8220;Abbiamo trovato anche candidati con livelli di preparazione eccellenti&#8221; assicura, &#8220;punte esaltanti che inducono all&#8217;ottimismo&#8221;.</p>
<p>Una situazione che ha preoccupato la categoria e ha gettato ombre sulla formazione scolastica, universitaria e non solo, visto che la maggior parte dei candidati non era costituita da semplici neo-laureati, ma da avvocati, giudici onorari, funzionari della pubblica amministrazione, titolari di dottorati di ricerca e di specializzazioni giuridiche.</p>
<p>Questi i drammatici risultati registrati all&#8217;ultimo concorso che si è concluso con l&#8217;immissione in servizio di 322 nuove toghe, 58 in meno dei posti da coprire. Un risultato a dir poco inaspettato tenuto conto del vero e proprio boom di domande di partecipazione che c&#8217;era stato, senza precedenti nella storia della magistratura. Dell&#8217;esercito dei 43mila, ne sono stati ammessi alle prove scritte 18mila. Oltre 6mila candidati si sono effettivamente presentati e poco più di 4mila hanno consegnato tutte e due le prove scritte, il doppio dei precedenti concorsi.</p>
<p>Ma nonostante il dato così elevato, gli ammessi agli orali sono stati appena 342, pari all&#8217;8,53%. E una ventina di loro alla fine non è riuscita a tagliare il traguardo finale: i vincitori, proclamati dalla Commissione di esami, sono infatti stati 319 e altri 3 &#8211; che pur non avendo riportato alcuna insufficienza, non avevano raggiunto la votazione minima prevista &#8211; sono stati dichiarati tali con un provvedimento del ministro della Giustizia Mastella.</p>
<p>Dati preoccupanti che hanno indotto uno dei componenti della commissione d&#8217;esame, il giudice della Corte d&#8217;appello di Palermo Matteo Frasca, a esprimere &#8220;non poche perplessità sul livello medio di preparazione dei partecipanti&#8221;, in un intervento pubblicato sul sito del Movimento per la Giustizia. E le lacune riscontrate non sono solo giuridiche : &#8220;La conoscenza della lingua italiana è una pre-condizione per partecipare al concorso, ma alcuni candidati non ce l&#8217;avevano&#8221; racconta il magistrato. &#8220;Ci siamo trovati a fare la disarmante constatazione che in alcune prove c&#8217;erano errori di grammatica e di ortografia, oltre che di forma espositiva, testimonianze evidenti di una mancanza formativa, che non è emendabile&#8221;.</p>
<h6>La Repubblica, 7 gennaio 2008<!-- fine SOMMARIO --></h6>
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		<title>I prof sanno meno degli allievi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 20:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Pittoresco e surreale]]></category>
		<category><![CDATA[ignoranza]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;inchiesta di «Panorama» sugli insegnanti di scienze «I prof sanno meno degli allievi» Usate le domande che l&#8217;Ocse aveva rivolto agli studenti. Solo il 36% ha saputo spiegare perché lievita la pasta ROMA — L&#8217;indagine Ocse- Pisa 2006, che ha visto i nostri quindicenni piazzarsi agli ultimi posti nella graduatoria internazionale relativa alla cultura scientifica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>L&#8217;inchiesta di «Panorama» sugli insegnanti di scienze</h3>
<h1>«I prof sanno meno degli allievi»</h1>
<h2>Usate le domande che l&#8217;Ocse aveva rivolto agli studenti. Solo il 36% ha saputo spiegare perché lievita la pasta</h2>
<p><strong>ROMA</strong> — L&#8217;indagine Ocse- Pisa 2006, che ha visto i nostri quindicenni piazzarsi agli ultimi posti nella graduatoria internazionale relativa alla cultura scientifica, non risparmia neppure i prof. Gli stessi test sono stati infatti proposti dal settimanale Panorama a un campione di 100 docenti di Scienze delle medie e superiori con risultati non molto diversi. Se la maggior parte dei nostri quindicenni non ha saputo rispondere alla domanda: perché si alternano giorno e notte, non pochi insegnanti di Scienze si sono trovati in difficoltà di fronte alla domanda: «Perché la fermentazione fa lievitare la pasta?». Pisa-Ocse, la vendetta: ovvero i professori di Scienze non sempre sanno rispondere alle domande destinate ai propri allievi quindicenni.</p>
<p><strong>Il settimanale ha selezionato cinque test dal questionario Pisa-Ocse 2006 che ha coinvolto un campione di oltre 400 mila studenti quindicenni</strong> di 57 Paesi e li ha proposti ai professori che avrebbero dovuto mettere i ragazzi in condizione di rispondere ai quesiti. I risultati sono stati sorprendenti. Per esempio, alla domanda «Perché la fermentazione fa lievitare la pasta? », appunto, ha risposto correttamente, scegliendo l&#8217;unica opzione giusta sulle quattro proposte, solo il 36 per cento degli intervistati: «La pasta lievita perché si produce un gas, il biossido di carbonio ». Per tre domande le percentuali di risposte esatte sono state inferiori al 40 per cento. Inoltre, in due casi su cinque le percentuali di risposte esatte dei docenti delle medie inferiori sono state più alte di quelle dei loro colleghi delle superiori. «Stiamo lavorando su un piano di aggiornamento degli insegnanti», è il laconico commento del ministro Fioroni, che proprio in seguito ai risultati dell&#8217;indagine Ocse-Pisa 2006 ha deciso di varare un piano di emergenza.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta di «Panorama» non stupisce il presidente dell&#8217;associazione nazionale dei presidi, Giorgio Rembado.</strong> «La selezione del personale attraverso i concorsi — spiega — è sparita dagli orizzonti della scuola da moltissimi anni». «La maggior parte degli attuali insegnanti — continua Rembado — sono entrati attraverso lo scorrimento delle graduatorie per supplenti, ovvero per anzianità. E l&#8217;anzianità non è mai un buon criterio di selezione». «Fino a quando non avremo la possibilità di selezionare i docenti attraverso le competenze disciplinari e didattiche — conclude Rembado — non avremo la certezza di poter contare su un buon corpo docente». «Non penso che gli insegnanti di scienze siano così ignoranti — protesta Anna Pascucci, presidente dell&#8217;associazione nazionale dei docenti di Scienze naturali —. In queste statistiche non si sa mai chi sono le persone intervistate e che cosa si vuole sondare. Penso che si stiano amplificando dei dati sulla cui validità bisognerebbe riflettere ». «I docenti di Scienze — conclude Anna Pascucci — non sono ignoranti. Certamente hanno poco tempo per aggiornarsi: solo cinque giorni l&#8217;anno».</p>
<h6>Giulio Benedetti, Corriere della Sera, 4 gennaio 2008</h6>
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		<title>Studenti, un piano di emergenza: «Il 60% ignora perché viene la notte»</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 13:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[ignoranza]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA — Il rapporto sulla qualità delle conoscenze. Il ministro individua nelle medie l&#8217;anello debole della catena dell&#8217;istruzione . C&#8217;è una domanda: perché sulla terra si alternano giorno e notte? Ci sono quattro possibili risposte. Una, la Terra ruota intorno al suo asse, è quella giusta. Ma il 60 per cento dei nostri quindicenni lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA — Il rapporto sulla qualità delle conoscenze. Il ministro individua nelle medie l&#8217;anello debole della catena dell&#8217;istruzione . C&#8217;è una domanda: perché sulla terra si alternano giorno e notte? Ci sono quattro possibili risposte. Una, la Terra ruota intorno al suo asse, è quella giusta. Ma il 60 per cento dei nostri quindicenni lo ignora. C&#8217;è anche un test sul tasso di cambio: «Il tasso di cambio tra il dollaro di Singapore e il rand del Sudafrica è di 1 a 4,2&#8230; quanti rand valgono 3.000 dollari di Singapore? ». Basta una moltiplicazione. Ma il 28,5% dei nostri liceali è in difficoltà. Due prove, tra le tante verifiche dell&#8217;indagine Ocse Pisa che ogni tre anni ci fa retrocedere nella graduatoria dei sistemi d&#8217;istruzione, che hanno indotto il ministro dell&#8217;Istruzione ad elevare il livello di allarme per la nostra scuola, con una battuta amara che dice tutto: «Quando i nostri ragazzi delle scuole medie, inferiori e superiori, vengono interrogati in Scienze l&#8217;inquisizione sembra ancora in azione».</p>
<p><span style="font-weight: bold">Per Viale Trastevere all&#8217;origine delle prestazioni </span>non brillanti dei nostri quindicenni e del gran numero di debiti formativi trascinati fino alla maturità, c&#8217;è un pezzo del percorso scolastico, le medie, dove si formano e si consolidano dei vuoti che poi nessuno riesce a colmare o lo fa con grandi difficoltà. Nelle medie, in estrema sintesi, non ci si renderebbe conto fino in fondo della brutta piega che prendono i destini scolastici di non pochi ragazzi. Il ministro Giuseppe Fioroni — che domani parlerà dell&#8217;emergenza educativa nel consiglio dei ministri — ha annunciato un piano straordinario: corsi di sostegno in italiano e matematica, in particolare nella prima classe, ma anche attività di aggiornamento per i prof, perché non è possibile far cadere ogni responsabilità sui ragazzi e le famiglie. I dati dell&#8217;Ocse Pisa sono come un sasso che cade nello stagno delle cifre ufficiali riguardanti la scuola media, dove in apparenza tutto sembra andare bene.</p>
<p id="rectangle right" class="right"><!-- OAS AD '180x150'begin --><script type="text/javascript">     <!-- OAS_AD(\'Bottom1\'); //--></script><a target="_blank" href="http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/cronache/1104203985/Bottom1/default/empty.gif/35316430346162393435613764626530"><img border="0" width="2" src="http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/0/oas-eu.247realmedia.com/0/default/empty.gif" height="2" /></a> <!-- OAS AD '180x150' end --></p>
<p><span style="font-weight: bold">Alle medie si boccia sempre meno:</span> dagli anni Sessanta ad oggi la percentuale di respinti è crollata passando dal 15,7% del 1962 al 3 per cento del 2007. Il 97 per cento degli studenti supera l&#8217;esame di stato, anche se il 37,3 per cento prende appena la sufficienza. Una quadro che sembra rassicurante. Come spiegare, allora, si chiede Fioroni, la selezione durissima e la dispersione dei primi due anni delle superiori, dove il 18 per cento degli studenti che passano dal primo al secondo anno viene bocciato, contro il 3 dei respinti in terza media? Forse la verità si nasconde in quel 18 per cento di ragazzi «sufficienti».</p>
<h6 class="footnotes">Giulio Benedetti, Corriere della Sera, 20 dicembre 2007</h6>
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