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	<title>Scappare Via &#187; scuola</title>
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	<description>Tanti buoni motivi per scappare da questo paese malconcio</description>
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		<title>Maschi laureati, nessuno peggio dell&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 14:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
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		<description><![CDATA[La percentuale di maschi laureati dai 25 ai 64 anni in Italia è esattamente la metà della media europea: 11,6% contro il 23,2%, il dato più basso di tutta l’Unione Nuovo record negativo per l’Italia in sede europea: la percentuale di maschi laureati dai 25 ai 64 anni in Italia è esattamente la metà della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>La percentuale di maschi laureati dai 25 ai 64 anni in Italia è esattamente la metà della media europea: 11,6% contro il 23,2%, il dato più basso di tutta l’Unione</h3>
<p>Nuovo record negativo per l’Italia in sede europea: la percentuale di maschi laureati dai 25 ai 64 anni in Italia è esattamente la metà della media Ue, 11,6% contro il 23,2%. Il dato emerge da un’Indagine europea sul lavoro di Eurostat, l’ufficio statistico della comunità europea, che fa riferimento ai dati del 2005.</p>
<p>Anche tra le donne, l’Italia non eccelle: la percentuale di laureate è del 12,8%, rispetto ad una media comunitaria del 22,7%. Peggio fanno soltanto Malta (9,9%), Romania (10,7%) e Repubblica ceca (11,6%). Prime della classe, la Danimarca (30,9%) e l’Olanda (32,7%) per i maschi, e l’Estonia (38,8%) e la Finlandia (39,4%) per le donne. In Germania i maschi laureati sono il 27,1% e le donne il 20,3%, in Francia rispettivamente il 23,7% e il 26,0%, in Gran Bretagna il 29,9% e il 29,7% e in Spagna il 28,1% e il 28,3%.</p>
<p>La situazione italiana è riscattata dal livello di istruzione che si riscontra tra i giovani, che risulta in aumento: la percentuale di laureati tra la fascia di età tra i 50 e 54 anni e i 30-34enni è aumentata dall’11,8% al 14,1% per i maschi e dal 10,9% al 19,9% per le femmine. L’indagine certifica anche il sorpasso delle donne sui maschi per quanto riguarda le nuove generazioni. Ciò nonostante, l’occupazione continua a privilegiare gli uomini: l’86,2% dei laureati occupati in Italia sono di sesso maschile contro il 75,3% delle donne.</p>
<h6>La Stampa, 15 gennaio 2008</h6>
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		<title>I prof sanno meno degli allievi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 20:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Pittoresco e surreale]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;inchiesta di «Panorama» sugli insegnanti di scienze «I prof sanno meno degli allievi» Usate le domande che l&#8217;Ocse aveva rivolto agli studenti. Solo il 36% ha saputo spiegare perché lievita la pasta ROMA — L&#8217;indagine Ocse- Pisa 2006, che ha visto i nostri quindicenni piazzarsi agli ultimi posti nella graduatoria internazionale relativa alla cultura scientifica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>L&#8217;inchiesta di «Panorama» sugli insegnanti di scienze</h3>
<h1>«I prof sanno meno degli allievi»</h1>
<h2>Usate le domande che l&#8217;Ocse aveva rivolto agli studenti. Solo il 36% ha saputo spiegare perché lievita la pasta</h2>
<p><strong>ROMA</strong> — L&#8217;indagine Ocse- Pisa 2006, che ha visto i nostri quindicenni piazzarsi agli ultimi posti nella graduatoria internazionale relativa alla cultura scientifica, non risparmia neppure i prof. Gli stessi test sono stati infatti proposti dal settimanale Panorama a un campione di 100 docenti di Scienze delle medie e superiori con risultati non molto diversi. Se la maggior parte dei nostri quindicenni non ha saputo rispondere alla domanda: perché si alternano giorno e notte, non pochi insegnanti di Scienze si sono trovati in difficoltà di fronte alla domanda: «Perché la fermentazione fa lievitare la pasta?». Pisa-Ocse, la vendetta: ovvero i professori di Scienze non sempre sanno rispondere alle domande destinate ai propri allievi quindicenni.</p>
<p><strong>Il settimanale ha selezionato cinque test dal questionario Pisa-Ocse 2006 che ha coinvolto un campione di oltre 400 mila studenti quindicenni</strong> di 57 Paesi e li ha proposti ai professori che avrebbero dovuto mettere i ragazzi in condizione di rispondere ai quesiti. I risultati sono stati sorprendenti. Per esempio, alla domanda «Perché la fermentazione fa lievitare la pasta? », appunto, ha risposto correttamente, scegliendo l&#8217;unica opzione giusta sulle quattro proposte, solo il 36 per cento degli intervistati: «La pasta lievita perché si produce un gas, il biossido di carbonio ». Per tre domande le percentuali di risposte esatte sono state inferiori al 40 per cento. Inoltre, in due casi su cinque le percentuali di risposte esatte dei docenti delle medie inferiori sono state più alte di quelle dei loro colleghi delle superiori. «Stiamo lavorando su un piano di aggiornamento degli insegnanti», è il laconico commento del ministro Fioroni, che proprio in seguito ai risultati dell&#8217;indagine Ocse-Pisa 2006 ha deciso di varare un piano di emergenza.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta di «Panorama» non stupisce il presidente dell&#8217;associazione nazionale dei presidi, Giorgio Rembado.</strong> «La selezione del personale attraverso i concorsi — spiega — è sparita dagli orizzonti della scuola da moltissimi anni». «La maggior parte degli attuali insegnanti — continua Rembado — sono entrati attraverso lo scorrimento delle graduatorie per supplenti, ovvero per anzianità. E l&#8217;anzianità non è mai un buon criterio di selezione». «Fino a quando non avremo la possibilità di selezionare i docenti attraverso le competenze disciplinari e didattiche — conclude Rembado — non avremo la certezza di poter contare su un buon corpo docente». «Non penso che gli insegnanti di scienze siano così ignoranti — protesta Anna Pascucci, presidente dell&#8217;associazione nazionale dei docenti di Scienze naturali —. In queste statistiche non si sa mai chi sono le persone intervistate e che cosa si vuole sondare. Penso che si stiano amplificando dei dati sulla cui validità bisognerebbe riflettere ». «I docenti di Scienze — conclude Anna Pascucci — non sono ignoranti. Certamente hanno poco tempo per aggiornarsi: solo cinque giorni l&#8217;anno».</p>
<h6>Giulio Benedetti, Corriere della Sera, 4 gennaio 2008</h6>
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		<title>Studenti, un piano di emergenza: «Il 60% ignora perché viene la notte»</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 13:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[ignoranza]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA — Il rapporto sulla qualità delle conoscenze. Il ministro individua nelle medie l&#8217;anello debole della catena dell&#8217;istruzione . C&#8217;è una domanda: perché sulla terra si alternano giorno e notte? Ci sono quattro possibili risposte. Una, la Terra ruota intorno al suo asse, è quella giusta. Ma il 60 per cento dei nostri quindicenni lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA — Il rapporto sulla qualità delle conoscenze. Il ministro individua nelle medie l&#8217;anello debole della catena dell&#8217;istruzione . C&#8217;è una domanda: perché sulla terra si alternano giorno e notte? Ci sono quattro possibili risposte. Una, la Terra ruota intorno al suo asse, è quella giusta. Ma il 60 per cento dei nostri quindicenni lo ignora. C&#8217;è anche un test sul tasso di cambio: «Il tasso di cambio tra il dollaro di Singapore e il rand del Sudafrica è di 1 a 4,2&#8230; quanti rand valgono 3.000 dollari di Singapore? ». Basta una moltiplicazione. Ma il 28,5% dei nostri liceali è in difficoltà. Due prove, tra le tante verifiche dell&#8217;indagine Ocse Pisa che ogni tre anni ci fa retrocedere nella graduatoria dei sistemi d&#8217;istruzione, che hanno indotto il ministro dell&#8217;Istruzione ad elevare il livello di allarme per la nostra scuola, con una battuta amara che dice tutto: «Quando i nostri ragazzi delle scuole medie, inferiori e superiori, vengono interrogati in Scienze l&#8217;inquisizione sembra ancora in azione».</p>
<p><span style="font-weight: bold">Per Viale Trastevere all&#8217;origine delle prestazioni </span>non brillanti dei nostri quindicenni e del gran numero di debiti formativi trascinati fino alla maturità, c&#8217;è un pezzo del percorso scolastico, le medie, dove si formano e si consolidano dei vuoti che poi nessuno riesce a colmare o lo fa con grandi difficoltà. Nelle medie, in estrema sintesi, non ci si renderebbe conto fino in fondo della brutta piega che prendono i destini scolastici di non pochi ragazzi. Il ministro Giuseppe Fioroni — che domani parlerà dell&#8217;emergenza educativa nel consiglio dei ministri — ha annunciato un piano straordinario: corsi di sostegno in italiano e matematica, in particolare nella prima classe, ma anche attività di aggiornamento per i prof, perché non è possibile far cadere ogni responsabilità sui ragazzi e le famiglie. I dati dell&#8217;Ocse Pisa sono come un sasso che cade nello stagno delle cifre ufficiali riguardanti la scuola media, dove in apparenza tutto sembra andare bene.</p>
<p id="rectangle right" class="right"><!-- OAS AD '180x150'begin --><script type="text/javascript">     <!-- OAS_AD(\'Bottom1\'); //--></script><a target="_blank" href="http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/cronache/1104203985/Bottom1/default/empty.gif/35316430346162393435613764626530"><img border="0" width="2" src="http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/0/oas-eu.247realmedia.com/0/default/empty.gif" height="2" /></a> <!-- OAS AD '180x150' end --></p>
<p><span style="font-weight: bold">Alle medie si boccia sempre meno:</span> dagli anni Sessanta ad oggi la percentuale di respinti è crollata passando dal 15,7% del 1962 al 3 per cento del 2007. Il 97 per cento degli studenti supera l&#8217;esame di stato, anche se il 37,3 per cento prende appena la sufficienza. Una quadro che sembra rassicurante. Come spiegare, allora, si chiede Fioroni, la selezione durissima e la dispersione dei primi due anni delle superiori, dove il 18 per cento degli studenti che passano dal primo al secondo anno viene bocciato, contro il 3 dei respinti in terza media? Forse la verità si nasconde in quel 18 per cento di ragazzi «sufficienti».</p>
<h6 class="footnotes">Giulio Benedetti, Corriere della Sera, 20 dicembre 2007</h6>
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