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	<title>Scappare Via &#187; soldi</title>
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	<description>Tanti buoni motivi per scappare da questo paese malconcio</description>
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		<title>Polizia e caserme, non c&#8217;è un euro. &#8220;Manutenzione? Pensateci da soli&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 20:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[I tagli colpiscono anche gli agenti sui treni e le motovedette anti clandestini Rischiano di finire ko telecamere, stampanti, computer e persino toilette Polizia e caserme, non c&#8217;è un euro. &#8220;Manutenzione? Pensateci da soli&#8221; ROMA &#8211; Lampadine fulminate, telecamere spente, tubi dell&#8217;acqua che perdono. Quest&#8217;estate, caserme dei carabinieri, questure e commissariati rimarranno a secco: senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I tagli colpiscono anche gli agenti sui treni e le motovedette anti clandestini<br />
Rischiano di finire ko telecamere, stampanti, computer e persino toilette</p>
<p><!-- fine OCCHIELLO --></p>
<h1><!-- inizio TITOLO --><strong>Polizia e caserme, non c&#8217;è un euro. &#8220;Manutenzione? Pensateci da soli&#8221;</strong></h1>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Lampadine fulminate, telecamere spente, tubi dell&#8217;acqua che perdono. Quest&#8217;estate, caserme dei carabinieri, questure e commissariati rimarranno a secco: senza un euro in cassa. Gli &#8220;accreditamenti per le manutenzioni ordinarie&#8221; sono infatti sospesi da una circolare interna del Viminale, datata 13 giugno 2008.</p>
<p>&#8220;E così &#8211; lamentano i sindacati &#8211; nessuno verrà a cambiare i toner delle stampanti, né a pulire i filtri dei condizionatori&#8221;. Non è tutto. Mancano i soldi per gli agenti sui treni a lunga percorrenza: da 8 mesi sono in attesa delle indennità. Dimezzati poi i fondi per la squadra nautica di Porto Empedocle: le motovedette impegnate sul fronte caldo dell&#8217;immigrazione clandestina rischiano di rimanere in porto.</p>
<p>Eppure della sicurezza il centrodestra ha sempre fatto la sua bandiera. Nel programma elettorale del Pdl si legge, al punto 3: &#8220;Aumento progressivo delle risorse per la sicurezza e maggiore presenza sul territorio delle forze dell&#8217;ordine&#8221;. Finora, però, le cose stanno andando diversamente. A prescindere dai tagli annunciati nella manovra finanziaria (3 miliardi di euro in tre anni, secondo i sindacati di categoria), i conti in rosso delle forze dell&#8217;ordine già fanno sentire i loro effetti. Il 13 giugno scorso, Giovanna Iurato, direttore centrale dei &#8220;Servizi tecnico-logistici e della gestione patrimoniale&#8221; del ministero dell&#8217;Interno, ha firmato una circolare a tutte le prefetture, questure e al comando generale dei carabinieri: &#8220;Gli accreditamenti predisposti da questo ufficio per le manutenzioni ordinarie degli immobili demaniali e privati adibiti a sedi delle caserme dei carabinieri e della polizia di Stato &#8211; si legge sulla circolare &#8211; sono stati sospesi, poiché l&#8217;ufficio centrale di Bilancio ha comunicato che sono in corso di istituzione i nuovi capitoli di spesa. Nonostante la consapevolezza del disagio provocato dal ritardo delle aperture di credito &#8211; prosegue la Iurato &#8211; al momento risulta impossibile provvedere all&#8217;emissione degli accreditamenti. Si prega pertanto di sospendere gli affidamenti dei lavori e delle manutenzioni&#8221;.<br />
<!--inserto-->Tradotto: per cambiare una lampadina, un toner o aggiustare un bagno, commissariati e caserme dovranno aspettare tempi migliori. &#8220;Questa circolare cade in un momento difficile &#8211; spiega Giorgio Innocenzi, segretario nazionale del sindacato di polizia Consap &#8211; da tutta Italia infatti ci arrivano segnalazioni di sedi inagibili, telecamere guaste, tubi rotti&#8221;. Non solo. Il Consap denuncia il mancato pagamento delle indennità agli agenti impegnati nella vigilanza sui treni a lunga percorrenza: &#8220;Da quando è nato il servizio, otto mesi fa &#8211; racconta Innocenzi &#8211; agli agenti non è stata mai corrisposta l&#8217;indennità speciale (pari a 100 euro a viaggio), che è a carico delle Fs, in base ad apposita convenzione col Viminale&#8221;.</p>
<p>Non è tutto. La squadra nautica di Porto Empedocle (Agrigento), impegnata nel contrasto all&#8217;immigrazione clandestina, nel 2007 ha ricevuto 18mila euro e nel 2008 solo 9mila per la manutenzione delle motovedette e il carburante (basta pensare che ogni rifornimento per le barche di altura &#8220;Squalo&#8221; costa circa 2mila euro e dura in media 6 giorni). &#8220;Tutte le squadre nautiche &#8211; spiega Claudio Giardullo del Silp Cgil &#8211; hanno lo stesso problema: dallo stanziamento dell&#8217;anno 2007 pari a 1.200.000 euro, si è passati a soli 400mila euro per il 2008&#8243;.</p>
<p>Non mancano, infine, effetti collaterali imprevisti dei conti in rosso. In Sardegna, nel centro d&#8217;accoglienza di Elmas, aperto all&#8217;interno del distaccamento aeroportuale, sempre di più sono gli immigrati richiedenti asilo politico. Questi, per legge, hanno diritto a uscire dal centro dalle ore 8 alle 20. Peccato però che vista la natura militare del sito, non possono muoversi liberamente. &#8220;Per questo &#8211; racconta Giardullo &#8211; la questura aveva previsto un servizio navetta. Servizio, però, mai partito per mancanza di fondi e personale. Così i rifugiati rimangono chiusi nel centro tutto il giorno&#8221;.</p>
<p><!-- do nothing --></p>
<h6>La Repubblica<!-- fine TESTO --><!-- fine TITOLO --></h6>
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		<title>Indagine Istat: una famiglia su sette stenta ad arrivare a fine mese</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 14:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carovita]]></category>
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		<description><![CDATA[Indagine Istat: una famiglia su sette stenta ad arrivare a fine mese Secondo l&#8217;Istituto un nucleo su due vive con 1.872 euro al mese. Uno su dieci ha difficoltà con spese e bollette ROMA - Una famiglia su due in Italia vive con 1.872 euro al mese. Il dato allarmante si evince dall&#8217;indagine Istat sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Indagine Istat: una famiglia su sette<br />
stenta ad arrivare a fine mese</h1>
<h2>Secondo l&#8217;Istituto un nucleo su due vive con 1.872 euro al mese. Uno su dieci ha difficoltà con spese e bollette</h2>
<p><strong>ROMA </strong>- Una famiglia su due in Italia vive con 1.872 euro al mese. Il dato allarmante si evince dall&#8217;indagine Istat sui redditi e le condizioni di vita in Italia (2005-2006). Leggermente più alto è invece il reddito medio: 2.311 euro al mese, ma la maggioranza delle famiglie risulta avere un reddito inferiore a questa media. L&#8217;Istituto di statistica segnala che la situazione è complessivamente stazionaria rispetto alla stessa indagine sui redditi realizzata l&#8217;anno precedente.</p>
<p><strong>IL 14,6% FATICA AD ARRIVARE A FINE MESE</strong> &#8211; Sempre secondo l&#8217;Istat, il 14,6% delle famiglie italiane, una su sette, dichiara di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. Una su dieci ha difficoltà con le spese più essenziali: bollette, riscaldamento, e cure mediche mentre il 4,2% delle famiglie ha avuto nel corso dell’anno almeno una volta problemi a riempire il frigorifero. Lo afferma l’Istat in un’indagine sul 2006. Se è leggermente calata rispetto all’anno precedente la percentuale di famiglie in difficoltà con il costo del cibo (dal 5,8% al 4,2%) e quella, comunque alta, di chi non ha soldi sufficienti per l’abbigliamento (dal 17,8% al 16,8%), la situazione peggiora decisamente per le famiglie numerose, quelle che contano almeno tre figli: quasi una su quattro (il 23,8%) arriva con difficoltà a fine mese (contro il 20,8% del 2005). Una spesa imprevista, poi, per molti scombina ogni budget familiare: il 28,4% delle famiglie dichiara infatti di non essere in grado di fare fronte a una spesa imprevista di 600 euro. In almeno una occasione nel 2006 &#8211; riferisce l&#8217;Istat &#8211; il 9,3% delle famiglie si è trovato in arretrato con le bollette; il 4,2% non ha avuto i soldi per comprare il cibo necessario; il 10,4% per pagare le spese mediche; il 16,8% per comprare vestiti necessari e il 10,4% per riscaldare adeguatamente l&#8217;abitazione.</p>
<p><strong>CRISI AL SUD</strong> &#8211; Famiglie numerose (con 3 o più minori), nuclei monoparentali con figli a carico, anziani soli: sono queste le tipologie di famiglie più in difficoltà in Italia, secondo l&#8217;indagine dell&#8217;Istat. I nuclei dell&#8217;Italia meridionale e insulare hanno un reddito disponibile inferiore del 30% rispetto a quelle del nord (al primo posto Trento e Bolzano, all&#8217;ultimo la Sicilia). Per quanto riguarda invece le famiglie numerose, le condizioni risultano addirittura peggiorate dal 2005 al 2006: in particolare per le famiglie con tre o più minori il 23,8% nel 2006, rispetto al 20,8% nel 2005, ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà a fine mese. Il 38% di questi nuclei non può affrontare spese inattese (contro il 31,6% nel 2005).</p>
<h6>Corriere della Sera, 17 gennaio 2008</h6>
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		<title>Rincari, ogni famiglia spende mille euro in più</title>
		<link>http://scapparevia.markino.net/2007/12/22/rincari-ogni-famiglia-spende-mille-euro-in-piu/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 11:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carovita]]></category>
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		<description><![CDATA[Natale: aumenti per gas, luce, riscaldamento e cibo. Gioielli e orologi salgono dell&#8217;11%. E vanno aggiunti fino a 800 euro per l&#8217;Ecopass I rincari a Milano arrivano con il panettone. E così le feste acquistano un sapore più morigerato. Secondo le stime del Codacons, per il 2008 le famiglie lombarde possono già mettere in conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Natale: aumenti per gas, luce, riscaldamento e cibo. Gioielli e orologi salgono dell&#8217;11%. E vanno aggiunti fino a 800 euro per l&#8217;Ecopass</h2>
<p class="p">I rincari a Milano arrivano con il panettone. E così le feste acquistano un sapore più morigerato. Secondo le stime del Codacons, per il 2008 le famiglie lombarde possono già mettere in conto una spesa aggiuntiva di 1.102 euro (in Italia, in media, i rincari si fermeranno a 1.019 euro). In questa cifra sono compresi alimentari, riscaldamento, gas, luce, acqua, trasporti, servizi bancari. Ma sono escluse altre voci pesanti per i milanesi. Prima fra tutte: l&#8217;ecopass. Chi abita dentro la cerchia dei Bastioni se la può cavare con un abbonamento da 50 euro l&#8217;anno. Ma chi è fuori dalla cerchia e lavora in centro, pagando volta per volta un ticket giornaliero da cinque euro, sborserà tra 800 e mille euro l&#8217;anno. E poi ci sono i rincari legati alla salute. È vero che i prezzi dei farmici sono in discesa grazie alla liberalizzazione.</p>
<p class="p"><strong class="b">Ma in compenso aumentano le visite specialistiche </strong>a pagamento (cardiologo, ginecologo, oculista): più 7,2 per cento nell&#8217;ultimo anno a Milano. Anche andare a scuola costa molto di più rispetto a un anno fa: per essere precisi, l&#8217;istruzione secondaria a Milano in dodici mesi è rincarata del 10,6 per cento. Per i milanesi più generosi verso mogli e fidanzate il 2007 potrebbe chiudersi con un grande salasso racchiuso un minuscolo pacchetto: gioielli e orologi costano l&#8217;11,3 per cento in più rispetto all&#8217;anno scorso (tutti i dati vengono dall&#8217;ufficio Statistica di palazzo Marino e sono aggiornati a fine novembre). A onor del vero, ci sono anche prodotti che diminuiscono di prezzo. Dai cellulari ai televisori, il ridimensionamento dei listini va dal 5 al 10 per cento. I farmaci nell&#8217;ultimo anno a Milano sono diminuiti del 2,6 per cento.</p>
<p class="p"><strong class="b">Un discorso a parte, poi, merita la situazione mutui</strong>. Secondo Roberto Anedda, vice presidente del broker Mutuionline, i tassi il prossimo anno non dovrebbero salire. Considerando un finanziamento da 150 mila euro (la media sulla piazza di Milano) per il 2008 le rette dovrebbero restare costanti o — alla peggio — registrare un rincaro complessivo annuo di cento euro dovuto a un aumento dei tassi dell&#8217;1 per cento. Più pessimista il Codacons, che prevede una spesa aggiuntiva di 250 euro. A proposito di prestiti, le famiglie si indebitano sempre di più. In aumento anche chi non riesce a far fronte agli impegni presi. Tant&#8217;è che cresce il numero di coloro che si rivolgono al tribunale per rivalersi su un immobile. Le esecuzioni immobiliari a Milano nel 2006 sono state 1.834, a fine ottobre di quest&#8217;anno erano già arrivate a quota 2.065. Di qui la corale richiesta delle associazioni dei consumatori: bisogna intervenire per sostenere le classi di reddito più fragili.</p>
<h6 class="firma">Rita Querzé, Corriere della Sera, 21 dicembre 2007</h6>
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