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	<title>Scappare Via &#187; trasporti</title>
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	<description>Tanti buoni motivi per scappare da questo paese malconcio</description>
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		<title>Eurostar in avaria: 500 km in 20 ore</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 16:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guasto alla linea elettrica a Caserta: i passeggeri restano senza riscaldamento. A bordo anche un neonato CASERTA &#8211; Notte da incubo per 450 passeggeri, tra i quali un neonato di cinque mesi, in viaggio da Lecce a Roma su un Eurostar bloccato per quasi dodici ore in provincia di Caserta per un&#8217;avaria alla quale si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Guasto alla linea elettrica a Caserta: i passeggeri restano senza riscaldamento. A bordo anche un neonato</h2>
<p><span style="font-weight: bold">CASERTA</span> &#8211; Notte da incubo per 450 passeggeri, tra i quali un neonato di cinque mesi, in viaggio da Lecce a Roma su un Eurostar bloccato per quasi dodici ore in provincia di Caserta per un&#8217;avaria alla quale si è sommato il maltempo. Partito da Lecce alle 12:17 di ieri e previsto in arrivo a Roma verso le 18:30, il treno si era fermato alle 17:15 circa tra Capua e Pastorano (Caserta), in aperta campagna, con l&#8217;impianto di riscaldamento fuori uso e temperature esterne di qualche grado sotto zero. Tra le cause, non ancora del tutto chiarite, vi sarebbe, secondo la Polfer e alcuni testimoni, un probabile guasto tecnico e il ghiaccio sui binari in un tratto particolarmente impervio che il treno ad alta velocità, già in panne, non è riuscito a oltrepassare.</p>
<p><span style="font-weight: bold">GUASTO</span> &#8211; Vano ogni tentativo di trascinare il treno verso la più vicina stazione con un&#8217;altra locomotiva, un altro convoglio è stato avvicinato all&#8217;Eurostar per consentire il trasbordo dei viaggiatori sul posto. Portato alla stazione di Capua, dove i soccorritori hanno potuto fornire generi di conforto e coperte, il nuovo convoglio ha tentato di riprendere il cammino, ma non ne è stato in grado. Dopo un ennesimo trasbordo, i passeggeri hanno finalmente potuto lasciare Capua alle 4:30 del mattino con un treno interregionale, giungendo alla stazione Termini, ormai estenuati, alle 7:30, dopo aver impiegato quasi 20 ore per percorrere circa 500 chilometri. Protezione Civile, ambulanze del 118, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia, coordinati dalla Prefettura, hanno fatto il possibile per alleviare i disagi dei viaggiatori. Cinque di loro hanno chiesto a Capua, per loro scelta, di farsi accompagnare alla stazione di Caserta. Un bambino di cinque mesi è stato condotto, insieme alla madre, all&#8217; Ospedale Melorio di S.Maria Capua Vetere, ma solo &#8211; è stato precisato &#8211; per motivi precauzionali. Secondo alcuni testimoni, familiari e passeggeri del treno che si sono rivolti anche all&#8217;Ansa per avere notizie su quanto stava accadendo, alcune persone sarebbero state colte da malore e da attacchi di panico, fortunatamente nessuno con serie conseguenze.</p>
<p id="rectangle right" class="right"><!-- OAS AD '180x150'begin --><script type="text/javascript">     <!-- OAS_AD(\'Bottom1\'); //--></script><a target="_blank" href="http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/cronache/1818110851/Bottom1/default/empty.gif/35316430346162393435613764626530"><img border="0" width="2" src="http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/0/oas-eu.247realmedia.com/0/default/empty.gif" height="2" /></a><strong>RIMBORSO </strong>- All&#8217;arrivo a Roma ai viaggiatori del treno Lecce-Roma è stato rimborsato integralmente il biglietto. «All&#8217;arrivo a Roma ai viaggiatori del treno è stato rimborsato integralmente il biglietto, a coloro che si sono presentati agli sportelli predisposti. Chi non si è presentato può farlo nei prossimi giorni e il biglietto sarà rimborsato integralmente» si legge nella nota della società, che dà conto anche dell&#8217;assistenza prestata ai viaggiatori, spiegando che quattro operatori sono saliti alla stazione di Capua, e «sono stati distribuiti oltre 1.200 cestini con generi di conforto, dolci, cioccolata e latte; circa 250 bottigliette d&#8217;acqua, una novantina di succhi di frutta e circa 120 coperte». Una volta giunti a Roma, «ai viaggiatori che ne hanno fatto richiesta &#8211; rilevano le FS &#8211; sono stati forniti taxi per raggiungere le loro mete. È stato pagato il biglietto d&#8217;aereo per la Sardegna a due persone che avevano perso la coincidenza con l&#8217;aereo che avevano prenotato in precedenza». Ad alcuni parenti che erano in attesa dei viaggiatori «è stato garantito il soggiorno in albergo questa notte e la sala club Eurostar e i locali di sosta al binario 1 sono stati aperti tutta la notte».</p>
<h6 class="right">Corriere della Sera, 15 dicembre 2007</h6>
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		<title>Venerdì nero dei trasporti, rischio paralisi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 11:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>markino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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		<description><![CDATA[Sciopero generale di aerei, treni, navi, autobus e metro, soccorso stradale, autostrade, Anas, trasporto su gomma MILANO - Italia a piedi venerdì 30 novembre, quando si fermeranno per lo sciopero generale aerei, treni, navi, bus e metro nonché i lavoratori del soccorso stradale, delle autostrade, dell&#8217;Anas e del trasporto su gomma (le modalità settore per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Sciopero generale di aerei, treni, navi, autobus e metro, soccorso stradale, autostrade, Anas, trasporto su gomma</h2>
<p><span style="font-weight: bold">MILANO </span>- Italia a piedi venerdì 30 novembre, quando si fermeranno per lo sciopero generale aerei, treni, navi, bus e metro nonché i lavoratori del soccorso stradale, delle autostrade, dell&#8217;Anas e del trasporto su gomma (le modalità settore per settore). La «Caporetto» dei trasporti italiani è confermata dai sindacati che saranno però convocati dal governo il 27 novembre. Se non verrà trovata una soluzione a Palazzo Chigi lo sciopero bloccherà per otto ore, dalle 9 alle 17, i treni dove anche le attività di supporto, dalle pulizie alla ristorazione, vedranno dimezzati i turni di lavoro. Incroceranno le braccia per otto ore anche gli addetti agli autobus, tram, metro e ferrovie concesse, con modalità diverse stabilite a livello locale. I marittimi ritarderanno di 24 ore la partenza delle navi e anche nei porti gli addetti si fermeranno 2 ore per ogni turno di lavoro. Gli aerei si fermeranno invece per 4 ore, dalle 11 alle 15. Analogamente anche il settore dell&#8217;autotrasporto minaccia il fermo: i sindacati di categoria hanno già annunciato 5 giorni di sciopero, dal 10 al 14 dicembre, per protestare contro le inadempienze da parte del governo nei confronti del settore merci. Anche in questo caso si cercherà una mediazione in un incontro il 4 dicembre.</p>
<p><span style="font-weight: bold">I MOTIVI DELLO SCIOPERO</span> &#8211; Tagli alle risorse destinate al settore del trasporto, le crisi che interessano tutte le principali aziende del settore, a cominciare da Alitalia e Ferrovie, i nodi dei contratti e della tutela dei redditi di queste categorie: questi i motivi della protesta. «Lo sciopero generale si è reso inevitabile in assenza di confronto con il governo e della permanente mancanza di interventi in grado di fare uscire il settore da uno stato di crisi sempre più grave, che fa sentire i suoi effetti sulla qualità dei servizi, sulla mobilità di persone e merci e sulle condizioni di lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori» dicono le federazioni di settore di Cgil, Cisl e Uil, a cui si è aggiunta anche l&#8217;Ugl.</p>
<p><span style="font-weight: bold">FERROVIE</span> &#8211; I lavoratori di questo settore hanno vertenze aperte sia con il governo sia con il Gruppo Fs e non si vedono schiarite neppure nella Finanziaria, dove le decisioni che si stanno assumendo «tolgono la sostenibilità al piano di impresa, con effetti di taglio dei servizi e relative ricadute sul lavoro» affermano i sindacati. Sul contratto &#8211; denunciano ancora le organizzazioni &#8211; rimane ancora in grave ritardo il tavolo al ministero del Lavoro, mentre i lavoratori delle attività ferroviarie attendono da quasi un anno il rinnovo del contratto. In tutto mentre «nell&#8217;azienda FS le cose vanno sempre peggio».</p>
<p><span style="font-weight: bold">TRASPORTO PUBBLICO</span> &#8211; Il settore «versa da lungo tempo in uno stato di crisi» e la mancanza di regole e di risorse &#8211; sostengono le categorie &#8211; hanno finito per produrre un deterioramento delle relazioni industriali che si è tradotto nella sempre più complicata gestione dei rinnovi contrattuali con i conseguenti conflitti. Anche le risorse destinate alla mobilità locale dalla Finanziaria «non consentono l&#8217;avvio di un reale processo di riorganizzazione: ciò comporterà, inevitabilmente, ricadute pesanti sulle condizioni di lavoro, contrattuali e di reddito degli autoferrotranvieri e farà arretrare ulteriormente il già devastato sistema del trasporto pubblico locale nel Paese» avvertono Cgil, Cisl e Uil.</p>
<p id="rectangle right" class="right"><!-- OAS AD '180x150'begin --><script type="text/javascript">   <!-- OAS_AD('Bottom1'); //--></script><a target="_blank" href="http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/cronache/1562759526/Bottom1/default/empty.gif/35316430346162393435613764626530"><img border="0" width="2" src="http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/0/oas-eu.247realmedia.com/0/default/empty.gif" height="2" /></a> <!-- OAS AD '180x150' end --></p>
<p><span style="font-weight: bold">AEREI</span> &#8211; La situazione di Alitalia è emblematica e la fase di privatizzazione della compagnia «aperta da troppo tempo e gestita in modo maldestro dal Tesoro, ha generato confusione coinvolgendo anche altre aziende del settore. Ha dato spazio all&#8217;inutile e dannoso dibattito tra difensori e detrattori degli aeroporti di Roma e Milano» dicono i sindacati, convinti dell&#8217;«inadeguatezza della politica italiana a difendere infrastrutture importanti del Paese». Nel frattempo &#8211; dicono Cgil, Cisl e Uil &#8211; le crisi occupazionali e la precarietà dilagano, la rincorsa all&#8217;abbattimento del costo del lavoro, quale unica leva di competizione tra le imprese, rende impossibile garantire risposte alla questione salariale dei giovani e delle fasce più deboli dei lavoratori, già penalizzati dal ricorso non più sostenibile a reiterati rapporti di lavoro a termine e dalla rilevante applicazione di lavoro atipico».</p>
<h6>Corriere della Sera, 25 novembre 2007</h6>
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